Il cuore che batte dietro alla console: intervista a DJ Bi-One

DJ Bi-One, al secolo Sefket Selimov, è uno dei DJ più conosciuti e apprezzati sia in Lombardia che in Svizzera. L’abbiamo intervistato per voi!

D: DJ BI-ONE, come hai iniziato a fare il DJ?

R: E ‘ tutto iniziato nel lontano 1982. In realtà nasco come ballerino di break dance per poi giungere negli anni all’hip-hop. Nel 1990-1991, mentre mi trovano in Germania, ho conosciuto un DJ in un locale. Utilizzava una console su cui giravano vinili: è stato un colpo di fulmine. Ho pensato “bellissimo”! Così ho iniziato ad affiancare la musica al ballo, utilizzando i 33 giri e le audiocassette. Poi c’è stato l’avvento dei CD Player, fino alla tecnologia odierna avanzatissima. All’epoca dei CD, per darti un’idea, quando andavo nei locali portavo con me 3000 cd. E’ cominciata così.

DJ Bi-One, Kizomba

D: Come hai iniziato a produrre musica tua?

R: Ho sempre amato gli studi di registrazione. Per farti capire, quando ho cambiato appartamento ne ho cercato di proposito uno con un garage che potesse essere riadattato a studio musicale. Quando entro nel mio studio mi rilasso, per me è come una vacanza. Ho iniziato poi a studiare la musica, soprattutto la produzione musicale. Mi sono diplomato in ingegneria del suono. Ho fatto corsi specifici su quella materia. Da quel momento la passione è aumentata ed ho iniziato a scrivere anche canzoni mie.

D: E l’avvicinamento alla Kizomba come è avvenuto?

R: Prima dell’avvento della kizomba, sette/otto anni fa, scrivevo e producevo musica caraibica, un genere musicale difficilissimo. Sono stato tra i primi a diffondere in Europa il salsaton (connubio tra salsa e reggaeton), ma poi il mondo del caraibico mi ha stancato. Io sono arrivato alla Kizomba passando per lo Zouk. La ritmica di allora era molto più leggera di quella odierna. Inoltre mi piaceva molto l’R&B hip hop. In generale mi affascina tutto quello che riguarda la black music, tra cui, ovviamente, la Kizomba. I ritmi sono parecchio marcati. Nelle serate utilizzo molto remix fatti da me, in cui creo una ritmica che si aggiunge all’originale, marcando ulteriormente il ritmo originale. Sicuramente il sound, dello Zouk prima e della Kizomba poi, è stato l’elemento decisivo.

D: Tu e DJ Ghost Face avete scritto un brano che io trovo bellissimo e che ha avuto un successo enorme, contenuto nell’album Eurokiz: “Tears”. Com’è nata questa canzone?

R: Conoscevo già Edoardo Simoni (DJ Ghost Face). Gli ho proposto di fare un album insieme e gli è piaciuto il progetto. “Tears” è stata scritta da lui. Quando me l’ha fatta sentire, la canzone era molto bella, ma anche molto diversa da quella che è stata pubblicata sull’album. Abbiamo iniziato a farci degli esperimenti insieme al violinista Paolo Dodaj. Ho fatto sentire il brano anche a Giulio Stromendo, con cui avevo già collaborato, ed abbiamo iniziato a lavorarci da zero. Il suono del violino di Paolo, però, era molto orientaleggiante. Abbiamo così provato a far interpretare il brano anche ad una violinista di nome Beatrice Marizzoni e quando ha iniziato a suonare sono rimasto a bocca aperta. Nella versione finale del brano puoi sentire sia Paolo Dodaj che Beatrice Marizzoni.

D: Le atmosfere di Eurokiz sono più introspettive rispetto a quelle di Eurokiz vol. 1, che sono molto più rilassate…

R: In Eurokiz abbiamo diviso i brani: cinque sono miei, cinque di Edoardo Simoni. E’ un album in cui vivono due anime. I brani di DJ Ghost Face hanno un impatto più Underground, molto “urban”, mentre i miei sono più leggeri e romantici. Invece in Euro Kiz vol. 1 il lavoro è stato orchestrale con D.J Roan e J.K.Lumyl.

DJ Bi-One, Kizomba

D: Eurokiz vol. 1 sembra quasi un album dai sapori balcanici, passami il termine…

R: Sì, perché ho voluto creare qualcosa che non c’era. Quando scrivo musica esprimo me stesso, il mio mondo, ciò che sono. Le due canzoni “Te amar” e “Um Dia”, sono state scritte alle 5 del mattino, praticamente in sogno. Mi sono svegliato e ho detto “Cazzo, ho un’idea!” e sono corso in studio di registrazione. Mi capita spesso nei momenti più impensati di comporre delle canzoni! Per me la musica è qualcosa che mi appartiene. Quando senti la mia musica, senti me.

D: Che sensazione fa, dalla console, vedere ballare in pista un brano scritto da te?

R: E’ una bella sensazione e una grande soddisfazione. Pensi: “Stai andando bene, è ciò che serve!”. La gente vuole la semplicità. Io ho concepito quel brano, ma quella coppia lo sta traducendo in movimento. Scrivere buona musica significa fare in modo che chi lo balla senta il brano come suo. Come se parlasse di lui. Io penso che tutti quelli che si sono innamorati del ballo, si siano innamorati prima della musica. Non puoi ballare su una musica che non ti assorba, che non ti emozioni. Solo allora ti esprimi e ti lasci andare.

DJ Bi-One, Kizomba

D: Come vedi la situazione della Kizomba in Italia?

R: La Kizomba secondo me sta crescendo. Lentamente, ma sta crescendo. Più su piano qualitativo. E’ vero, ci sono molti congressi e questo un po’ ha svuotato i locali. Ma il pubblico  comincia ad accorgersi che i congressi sono costosi e richiedono parecchie energie. E quindi la gente torna nelle discoteche. Sono già diversi i locali che organizzano i famosi “social day”, che durano un solo giorno, in un’unica sala, ma almeno te lo godi. Hai uno o due maestri, un pomeriggio di stage, la cena, uno stage in pre-serata e la serata social. Funzionano perché durano un giorno, non ti massacrano e costano meno. Inoltre, almeno nella musica Kizomba, la qualità dei DJ deve molto migliorare. Oggi a fatica tre DJ su dieci sono bravi.

D. Tanti giovani vorrebbero iniziare a fare il DJ. Che consigli ti senti di dare ad un giovane che vuole iniziare questo lavoro?

R: Domanda delicata! DJ si nasce, non si diventa. Musicista si nasce, non si diventa. Se vuoi fare il DJ unicamente per soldi è sbagliato. Se lo fai principalmente per passione, allora va bene. Se un giovane vuole avvicinarsi alla Kizomba, il consiglio che posso dargli è di cominciare da altri generi. Se sei bravo andrai avanti. Per il resto è un mondo meritocratico, ma è importante anche coltivare gli agganci giusti: è un lavoro che comporta molte pubbliche relazioni. E quando ti danno l’opportunità di suonare in un locale, devi spaccare, perché potrebbe non esserci una seconda possibilità che ti chiamino. Ci sono anche alcuni corsi validi. Ad esempio l’ 1-2 settembre a Bologna, presso “Il Musichiere” organizzeremo il Deejaying Training, corso in due livelli, che insegna proprio il linguaggio musicale e la produzione musicale. Il corso è organizzato da Franco Attanasio ed io sarò istruttore ufficiale del corso. Tutti i partecipanti faranno parte del mio prossimo album. Il corso è a numero chiuso.

Dj Bi-One, Kizomba, Deejaying Training, Franco Attanasio

D: In questo periodo sei impegnato presso il Latin Fiexpo di Malpensa Fiere. In quali sere ti troviamo alla console della pista di Kizomba?

R: Sono lì il martedì, insieme con Imperial Dance e il sabato con Oscar Amore e Sonia Bertani. Entrambe serate con stage e con musica di alto livello. Latin Fiexpo è ormai un punto di incontro e riferimento per tanti. C’è dentro tutto. E’ bello! La pista di Kizomba ha un notevole successo. La clientela della Kizomba è molto aggiornata, se ne intende, anche perché hanno avuto modo di conoscere DJ da tutta Europa.

D: Progetti per settembre?

R: Dal 7 di settembre riprenderò al New Dancing di Venegono Inferiore e dal 23 settembre mi alternerò con DJ Drew alla nuova serata di Kizomba della domenica sera allo Zoo Club di Cinisello Balsamo, in cui si farà aperitivo, stage e serata. Dal 15 settembre riprenderò all’H2O di Marano Ticino, che proporrà due sabati al mese. Vi aspetto in pista: feel the music revolution!

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