L’Animatrice

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Tutti le vedono. Quasi tutti ci hanno ballato. Alcuni si sono innamorati di loro.
Bellissime, bravissime, simpaticissime.
Sto parlando delle animatrici, cioè delle ragazze che, per lavoro, fanno ballare le persone in un locale o su una pista da ballo.

Lo ammetto sono di parte: le stimo.

Faccio una premessa: io sono di parte. Adoro la categoria delle animatrici e devo loro tantissimo.

Animatrice era la prima ragazza che ho invitato a ballare una Bachata.
Animatrici erano le ragazze con cui ho fatto pratica di Bachata la scorsa estate.
Animatrici erano le pazienti dame che sopportavano i miei primi goffissimi passi nella Kizomba.
Animatrice è una mia cara amica.
Animatrici sono quelle che mi informano di ogni serata danzante.
Animatrici sono quelle che ti fanno sentire a casa, quando le ritrovi in un locale nuovo.

All’inizio, poi, quando sei principiante, l’animatrice è la tua dama ideale. Non ti critica, non ti giudica, ti sorride, è comprensiva e paziente con i tuoi errori e, delle volte, è l’unica con cui senti che stai ballando davvero bene.
Che poi, per quanto ti possa piacere il ballo, secondo me fare l’animatrice è un lavoro pesante. Ballare tutta la sera (e magari tutte le sere), incessantemente, su scarpe coi tacchi alti, in abiti succinti…non è che sia proprio rilassante. E’ stancante. Nonostante questo le animatrici (o meglio, la maggior parte di loro) svolgono il proprio lavoro con entusiasmo e passione. Sempre sorridenti, a me ricordano tanto degli allegri folletti della pista da ballo, la cui missione è farti passare 3 minuti di felicità danzando con loro.

La sfida: ballerò proprio con quell’animatrice

Il punto è…riuscire a ballarci, con l’animatrice. E che lei sia nella vena giusta per ballare.
Può infatti capitare una (o più) di queste eventualità:

  • per una strana legge probabilistica della sfiga, nonostante ti posizioni a bordo pista-lato animatrice, per invitarla appena finisce il ballo che ha in corso, l’animatrice concluso il brano scatta improvisamente in direzione opposta alla tua, vanificando la tua attesa da stalker bachatero appassionato;
  • riesci ad invitarla, ma lei -con sguardo tipo “abbi pietà di me“- chiede (giustamente) il permesso di prendersi una pausa e andare a bere un sorso d’acqua. Il guaio è che, quando torna, la invita al volo qualcun’altro e si torna al punto precedente;
  • riesci ad invitarla, finalmente, per la Bachata che tanto aspettavi. Lei accetta entusiasta, peccato che il DJ abbia appena deciso di riattaccare con le Salse (che, per quanto mi riguarda, sono il mio tallone d’Achille). Quindi la Bachata dei sogni si trasforma in una Salsa da incubo, in cui lei accompagna con sguardo accondiscendente i tuoi passi arrancanti, a volte persino contando ad alta voce per aiutarti a tornare a tempo. Maledetto DJ!
  • riesci a invitarla, stavolta il DJ mette la Bachata e non una Bachata qualsiasi, ma proprio la tua Bachata preferita! Sì, proprio quella che ti sei ripassato all’infinito in macchina, di cui hai provato mentalmente tante volte i passi sotto la doccia: la sai così bene che potresti far sfigurare un dominicano. Peccato che l’animatrice, quel giorno, abbia litigato col moroso, sia in preciclo, le sia scappato il gatto, abbia una vescica sul piede e il suo oroscopo le abbia detto male. Tutte cose che possono capitare a chiunque, ma che, per sua (e anche tua) sfiga, si sono concentrate tutte insieme in quel momento per trasformare la vostra Bachata in un silenzioso psicodramma fatto di cupi sguardi vacui persi nell’infinito, ma che tu (da buon maschietto egocentrico ed  insicuro) traduci semplicisticamente in “secondo me le sto sul c….“. 
  • riesci a invitarla. La Bachata è quella giusta. Il suo umore è quello giusto. Tutto è perfetto. Ma tu vieni colpito dalla Maledizione di Tutankhamon. Questa maledizione, le cui cause sono ignote (ma, verosimilmente, da ricondursi alla sfiga che ti tiri addosso stalkerando le animatrici per ballarci), consiste in un’improvvisa, temporanea e inspiegabile riduzione delle tue capacità di ballo a livello mummia (di qui il nome della maledizione). Proprio con l’agilità di una mummia sbagli i passi, delirii nelle guide, vai fuori tempo, mandi la dama a sbattere contro la coppia che sta ballando in un’altra provincia e barcolli come un ubriacone investito da un autobus. La sensazione -sgradevolissima- è quella che provi quando fai cilecca a letto. L’espressione dell’animatrice anche. Le tue scuse pure.
    Tu: “accidenti…non so che mi prende…
    Lei: “non ti preoccupare, succede, l’importante è che ci siamo divertiti“.
    Tu:  “guarda, davvero, non mi capita mai…“.
    Consiglio: non stalkerare le gentili animatrici per ballarci, così non ti tirerai addosso la Maledizione di TutankhamonAspetta che siano queste delicate fanciulle ad invitarti e…la fortuna ti arriderà.

Il rispetto innanzitutto

Ma soprattutto, rispettale.
Le animatrici non sono schiave al tuo servizio. Sono ragazze normalissime che sono lì per lavorare.

In particolare, ecco cinque cose da NON FARE quando balli con un’animatrice:

  1. Provarci. Sembra scontato, ma vale la pena ribadirlo. Amico, quella è lì per lavorare, non è lì per mettere alla prova e apprezzare le tue doti di Tronista. Sorridi, balla, sii amichevole e cortese, ma non metterti a fare il Topo Gigio;
  2. Insistere per ballare più balli consecutivi. E’ vero che sono pagate per ballare, ma non per ballare solo con te. Lasciale lavorare!
  3. Sparlare di una di loro. Già trovo disgustoso sparlare, ma sparlare di un’animatrice (che per carità, è un essere umano e può avere anche tutti i difetti del mondo) in questo ambiente è davvero un’azione poco furba. Quello del ballo latino americano è un mondo di cui si sopravvalutano sempre le dimensioni: sparlare di una persona che ci lavora è qualcosa che ti si ritorce immancabilmente addosso, come un boomerang.
  4. Criticarla per come balla. Se non ti piace come balla, balla con qualcun altro. Non te l’ha prescritto il medico di ballare con lei e, soprattutto, criticare una persona che -ogni sera- sorride e balla senza lamentarsi con chiunque, magari con cavalieri che spesso non sanno fare altro che strattonarla di qua e di là, è veramente sleale.
  5. Non salutarla quando la rivedi in pista. E’ vero che loro ballano con talmente tante persone che, spesso, non ricordano il tuo nome. Ma provare a mettersi nei panni altrui non fa mai male: a chiunque fa piacere essere ricordati e apprezzati per il lavoro che svolge. Un gesto gentile, come un sorriso o un saluto, non costa nulla e rende la serata più piacevole a tutti.

Con l’occasione saluto tutte le animatrici che conosco. Non vi cito per rispetto della privacy, ma vi voglio dire una cosa dal cuore. Mi considero un (eterno) principiante, ma senza la vostra gioia, la vostra pazienza, i vostri sorrisi, la vostra passione e la vostra bravura, oggi sarei ancora più principiante, perciò, a tutte voi:

GRAZIE!

Aiwe!

Marco

 

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