Primo contatto con il ballo, Parte I (innamorarsi di qualcosa che odiavi fino a 10 minuti prima)

kizomba

Partiamo dalla fine. Ore 22.30. Ultimi preparativi. Doccia finita. Vestiti già pronti dalla mattina, accuratamente selezionati per essere belli, comodi e consentire di scalmanarsi per tutta la notte. Ci si veste, si prende al volo la sacca con le scarpe da ballo. Il ritrovo con gli amici. Ci siamo tutti? Sì, ok si parte, direzione locale di zona a base di salsa, bachata e (soprattutto) kizomba.
Obiettivo: ballare tutta la notte e divertirsi.
Si arriva in loco. Si lasciano le giacche al guardaroba. Cambio scarpe. E si comincia.
Luci.
Sorrisi.
Abbracci.
Musica, tanta tanta musica.
Si morde la vita come se non ce ne fosse mai abbastanza, passando da una ballerina all’altra, cercando di ballare con più gente possibile, magari strappando un ballo a quella dama con cui sai che ballerai una Kizomba da sogno. E si va avanti fin quando le energie lo permettono. Si torna infine a casa stanchi, ma contenti.

Eppure questo non ero io. Io non amavo il ballo latino americano. Anzi, lo odiavo proprio. Odiavo sia la musica caraibica che il relativo ballo. La Kizomba, poi, nemmeno sapevo esistesse. Come è avvenuto che un tizio che odiava i balli latino americani arrivasse ad essere uno dei più accaniti frequentatori delle piste da ballo? Lo so. I più maliziosi di voi avranno già la risposta pronta.

Tira più un pelo di aguti che un carro di buoi

So che i più disincantati di voi sostituiranno il buffo roditore dominicano aguti con altro e, in effetti, non sono lontani dalla realtà. La prima volta che ho messo piede in una discoteca latino americana è stata nel giugno 2017, allo Zoo Club di Cinisello Balsamo, dietro insistenze della mia amica Sabrina: “ma che ci vengo a fare, Sabri?”, le obiettavo.
Ma una volta entrati sulla pista dello Zoo Club, l’impatto è innegabile.
Tante, tante, tantissime belle ragazze, vestite in modo stupendo, che non chiedono altro che ballare. Diciamo che, sul maschietto medio, il loro effetto lo fanno.
Ma quella sera fu altro a incuriosirmi: l’atmosfera che si respirava. Abituato all’aria da “sballo” delle discoteche dance commerciali e ai fiumi di alcol di quelle più rock, ero piacevolmente colpito dal fatto che tutti, più o meno, avessero un look sobrio. Niente fattoni, niente ubriaconi…almeno per quello che potevo vedere io. Ma c’era dell’altro. Perfetti sconosciuti invitavano sorridenti delle perfette sconosciute, anch’esse sorridenti e, semplicemente, stavano bene. Si divertivano. Sorseggiavo in silenzio il mio mojito, guardando gente di tutte le età che godeva di uno dei piaceri più antichi dell’essere umano, quello di danzare insieme. Non c’era volgarità. C’era connessione. La mia amica Sabrina fu invitata da uno sconosciuto a ballare. La guardavo danzare, volteggiare sorridente, resa per quei minuti felice da quell’uomo che danzava con lei. Avvertivo che tra loro si era creato un legame, tanto effimero quanto intimo. Per i minuti che durò quella canzone, gli occhi di Sabri brillarono e quelli del suo ballerino anche. Gli abbracci, le guide, le prese, le piroette raccontavano un linguaggio dei corpi dal quale io ero escluso, ma anche irresistibilmente attratto. Quando la canzone finì, scoprii che stavo seguendo il tempo della musica senza essermene reso conto, muovendo ritmicamente la cannuccia nel bicchiere ormai vuoto e battendo impercettibilmente la punta del piede.

E in me nacque quel pensiero che cambiò la mia vita: “sarebbe bello essere capaci di ballare“. Il seme era piantato. Andai controvoglia nella sala di musica dance; sarei rimasto volentieri a guardare la gente ballare latino, ammirato dalle loro movenze, ma anche frustrato dal fatto di non saperle ripetere. Sembrava difficilissimo ballare.
Ma nessun seme piantato germoglia senza il concime giusto. Concime che, quella sera, prese le sembianze di un’amica di Sabri piuttosto carina la quale, alla mia domanda se anche lei ballasse latino, rispose “solo bachata”. Ecco. Bachata. Salsa. Merengue. Cha Cha. Per me avrebbe potuto rispondere anche Godzilla, tanto a quell’epoca per me la musica latina era un’indisitinta accozzaglia di bongos, percussioni e canti in spagnolo. Ma fu probabilmente in quell’istante che presi la decisione: “imparerò la bachata“.

Le prime lezioni: tutto ciò che è difficile diventa facile (dopo ore ed ore di pratica)

Chi desidera imparare a ballare si scontra con un primo grande ostacolo. Bisogna fare un corso. Non puoi improvvisarti. Devi fare un corso, con un maestro che ti segua e ti insegni i fondamentali. Non si scappa. Il guaio è che il serpente caraibico mi aveva morso a giugno, cioè esattamente quando i corsi sono ormai finiti (e riprendono di solito a settembre).

Fortunatamente accorse in mio soccorso una mia vecchia amica, ex-insegnante di ballo caraibico (il destino non ti fa mai incontrare le persone per caso). E così, sotto la paziente guida di Leila, ho iniziato a muovere i primissimi passi di bachata. Beh…oddio…sarebbe più corretto affermare che iniziavo a muovermi come uno zombie arrancante contando ad alta voce. Ma è iniziata così. 1-2-3 e 4. 5-6-7 e 8. Lezione dopo lezione, Leila mi guidava a cercare di capire i passi, il movimento del bacino, a sentire la musica ed il ritmo, la struttura della bachata. Ma soprattutto era perfettamente in grado di trasmettermi la sua passione. Praticamente ero la versione maschile, stupida ed impedita di Baby di Dirty Dancing, mentre Leila era la versione femminile, gentile e iperpaziente di Johnny Castle (Patrick Swayze), il tutto ovviamente senza la love story. Leila è stata la mia prima, paziente maestra. Senza di lei non avrei potuto affrontare lo step successivo: il festival latino americano. (continua nella Parte II, QUI)

Aiwe!

Marco

 

2 Risposte a “Primo contatto con il ballo, Parte I (innamorarsi di qualcosa che odiavi fino a 10 minuti prima)”

  1. Sabrina Falcone dice: Rispondi

    Che Meraviglia 😍😍😍
    La mia Creazione 😂😂😂
    Hai “scolpito” sensazioni. Le stesse sensazioni che ci regala il ballo.
    Sono felice che tu abbia conosciuto tutto ciò è che sia diventata la tua passione.
    Avanti così Bro del mio ❤️
    Te vojo bene assai
    Sabrina

  2. Complimenti!!!!!😊😊😊 Hai colto l’essenza del ballo alla tua prima sera in sala latina, pur non apprezzando e non ballando… E pensare che ci sono ballerini che dopo anni non l’hanno ancora capito!!!!
    Bravissimo! Coinvolto fin da subito dalle emozioni che regala il ballo!!! 🤩🤩🤩

Lascia un commento